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Dieci parlamentari fanno riferimento alle politiche in favore dei familiari assistenti inserite nelle norme dei diversi Stati: si chiede di tradurre la solidarietà familiare in un ufficiale riconoscimento sociale, considerando anche la possibilità di attribuire di un contributo finanziario legale per chi si prende cura di un familiare non autosufficiente
ROMA - Tradurre la solidarietà familiare in un ufficiale riconoscimento sociale, considerando anche la possibilità di attribuire di un contributo finanziario legale per chi si prende cura di un familiare non autosufficiente, come prevede già la legislazione francese. Questo uno degli impegni sulla disabilità chiesti al governo con una mozione presentata al Senato durante la seduta di giovedì 4 marzo. Nell'atto, Dorina Bianchi dell'Udc e altri nove parlamentari, fanno riferimento alle politiche in favore dei familiari assistenti sono inserite nelle norme dei diversi Stati e nelle loro leggi finanziarie, come in Francia, in Germania e in Spagna. In particolare viene citata la legge francese, aggiornata al 1° febbraio 2009 (Aides sociales et financières pour les personnes handicapées) che cita: "Al genitore e/o familiare che ha lasciato il lavoro o che ha dovuto ridurre l'orario di lavoro viene erogata la somma integrativa di 1018,91 più 416,44 euro". Anche in considerazione di queste politiche, sono quindi molteplici le iniziative che secondo il drappello di senatori andrebbero prese: benefici che consentano pari opportunità in materia di occupazione e lavoro, in termini di organizzazione dei tempi di lavoro, congedi parentali e ferie; misure per un reinserimento lavorativo, mantenimento dei regimi di protezione sanitaria e sociale; misure per l'accessibilità universale a trasporti, alloggio, cultura, strutture di inquadramento e comunicazione; l'equiparazione dei diritti dei lavoratori che usufruiscono delle nuove forme di lavoro ai diritti dei lavoratori con forme di lavoro tradizionale. Nella mozione si invita inoltre il governo a riconsiderare il trattamento pensionistico riconoscendo lo status di familiare che si prende cura di un familiare non autosufficiente, e attribuirgli "il giusto riconoscimento del suo impegno e della sua esperienza nella funzione di aiuto e di presa in carico del familiare non autosufficiente, così come già avviene nei vari Stati membri, in cui al familiare assistente viene riconosciuta l'assistenza sanitaria e previdenziale come lavoratore a tutti gli effetti". (dp)
Fonte: superabile.it
08/03/2010 |