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rettangolino ''Lourdes'': cronaca di un miracolo. La recensione - 06/02/2010
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Una pellicola laica, disincantata dinanzi a un'inaspettata guarigione, lontana da facili derive buoniste e con un interrogativo di portata esistenziale: che fare di fronte al prodigio? Ecco il film di Jessica Hausner

ROMA - Lontano da facili derive buoniste, "Lourdes" - scritto e diretto dalla trentasettenne viennese Jessica Hausner, autrice anche della sceneggiatura - delinea con lucidità un percorso nelle pieghe nascoste dei sentimenti, spiazzati da un fatto razionalmente inspiegabile: una presunta guarigione. Quasi in punta di piedi, in modo asciutto e delicato, la regista non credente entra nelle vite dei protagonisti per scoprire nei loro sguardi l'autenticità di emozioni e pensieri, spesso camuffati dalle parole. Fulcro della storia, Christine: giovane tetraplegica interpretata magistralmente da Sylvie Testud, né particolarmente devota né mistica fervente. Sogna l'amore e confessa candidamente di essere partita per poter uscire di casa, incontrare gente, fare un'esperienza diversa. Insomma, non corrisponde al profilo standard di una miracolata e, in fondo, per lei stessa è difficile crederci.

Anche nel movimento connaturale a un pellegrinaggio, dunque, può insinuarsi una fissità schematica: orari prestabiliti per visite e pasti, regole organizzative per un magma di eterogenea sofferenza, ma anche pregiudizi serpeggianti nel gruppo che aspetta il miracolo e stenta a riconoscerne la reale possibilità. Che cuce addosso agli altri un ruolo - quello del volontario efficiente o del disabile bisognoso di assistenza - senza cambiare punto di vista neppure di fronte al prodigio, liquidato come apparente o temporaneo. Dinanzi all'inaspettato, avanzano invidia e durezza: accoglierlo significa esporsi a capovolgimenti di mentalità (perché proprio a lei?), a una  "guarigione interiore" tanto evocata e poco vissuta. Meglio ancorarsi alla meta religiosa già raggiunta che al cammino spirituale ancora da compiere. Una pellicola laica e disincantata, presentata alla sessantaseiesima Mostra del cinema di Venezia e distribuita da Cinecittà Luce nelle principali città italiane a partire dall'11 febbraio. (Laura Badaracchi)

Fonte: superabile.it

06/02/2010

 
 
 
 
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