Al via i primi esperimenti di "residenzialità leggera": piccole unità abitative, per massimo 5 persone, nelle vicinanze dei centri psico-sociali
MILANO - Al via i primi esperimenti milanesi di "residenzialità leggera" per persone con disturbi psichici. Il Comune, insieme alla Asl, ai dipartimenti di Salute mentale delle aziende ospedaliere milanesi e alle associazioni del privato sociale, ha dato il via alle sperimentazioni nell'ambito della normativa regionale 4421/2007 (Piano Regionale per la Salute Mentale). Si tratta di piccole unità abitative, per massimo 5 persone, ubicate nelle vicinanze dei centri psico-sociali, che mantengono la presa in carico dei pazienti. Un tipo di unità abitativa che promuove l'autonomia dei pazienti, supervisionati da operatori sociosanitari, soprattutto educatori e psicologi, presenti nei momenti critici del giorno.
"Il 13 gennaio scorso -ha detto l'assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna- abbiamo firmato la prima convenzione con una cooperativa che gestisce 4 appartamenti in città. In questo modo il Comune intende favorire il percorso di inclusione sociale di soggetti con disagio psichico. Il progetto, che sarà realizzato nel corso del 2010, prevedela possibilità di fruire di questa innovativa opportunità per 115 utenti ". Per ora sono otto le persone già coinvolte nel progetto, all'interno di due appartamenti gestiti dalla cooperativa Filo di Arianna. "L'obiettivo è favorirne l'autonomia e la capacità di vivere in un appartamento, con pochissima assistenza -dice Anna Gardiner, direttore delle Politiche di salute mentale del Comune-: è il gradino prima dell'andare a vivere da soli". (ar)
Fonte: superabile.it
08/02/2010
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