Disabilità e voto in Emilia: “Le scuse del governatore non bastano”

Disabilità e voto in Emilia: “Le scuse del governatore non bastano”

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Le reazioni delle associazioni alla frase di Attilio Fontana sui disabili e centenari portati ai seggi per far vincere il Pd. Manfredi (Ledha): “Affermazione che evidenzia retro pensiero che i disabili sono incapaci di esprimere autonomamente una loro opinione”

MILANO – Ci ha messo una pezza scrivendo sul suo profilo Facebook di essere stato frainteso e ha chiesto scusa “se qualcuno si è offeso”. Ma per le associazioni che si occupano di disabilità il fatto rimane grave, perché “l’affermazione del presidente Fontana evidenzia un retro pensiero che considera le persone con disabilità incapaci di esprimere autonomamente una loro opinione. Per cui devono essere ‘accompagnati'”, afferma Alessandro Manfredi, presidente regionale della Lega per le persone con disabilità (Ledha). Attilio Fontana, governatore della Lombardia, commentando le elezioni in Emilia Romagna aveva detto, ieri mattina, che la sinistra ha fatto “una mobilitazione degna dei tempi andati” tanto che “si è vista in televisione gente di più di 100 anni portata ai seggi, disabili accompagnati con i pulmini”.

Nel pomeriggio Fontana ha cercato di rimediare a queste parole infelici con un post su Facebook: “Voler far passare le mie parole come un attacco agli elettori emiliano-romagnoli o, peggio ancora come un attacco addirittura ad anziani e disabili, è puerile e semplicemente spiega il livello di chi usa queste argomentazioni. Una mia estrema sintesi sul risultato delle elezioni, utile a rendere l’idea di quanto fossero decisive per il Pd, è stata ripresa e strumentalizzata – in maniera qualche volta isterica – da molti esponenti regionali e nazionali dello stesso partito, per indicarmi al pubblico ludibrio. Le mie dichiarazioni volevano solo rendere evidenti e spiegare la straordinaria mobilitazione messa in campo dalla macchina elettorale emiliano-romagnola per non perdere il governo di quella Regione, divenuta come si è visto, contendibile. Lascio agli altri gli insulti e mi scuso se qualcuno si è sentito offeso”.

Al di là delle scuse, c’è un problema di fondo, ossia che la parola “disabili” venga usata in senso negativo o per altri fini. “Ledha si batte affinché ogni persona con disabilità abbia diritto ad una propria vita indipendente -sottolinea Alessandro Manfredi-, che comprende anche la possibilità di espressione senza il rischio di essere strumentalizzato da chiunque”.

Anche l’associazione Uniti per l’autismo interviene sulle parole del Governatore lombardo. “Presidente Attilio Fontana -scrive l’associazione sulla sua pagina Facebook-. Abbiamo letto le sue dichiarazioni e siamo rimasti esterrefatti. Ci aspettiamo delle scuse.  Le persone con disabilità per la convenzione Onu hanno pieno diritto di espressione della loro personalità. Oppure per il governatore della Lombardia non è così? Cosa facciamo? Li priviamo dei diritti civili? Ci faccia sapere se la Lombardia è uscita dall’Onu e dove è finita. Già i tagli continui di questi mesi ci hanno fatto sospettare di essere finiti in un altro pianeta.  La Lombardia merita qualcosa di meglio di questa ignoranza letale. Attendiamo risposte e atti concreti”.

In effetti le frasi del Governatore sul voto dei disabili in Emilia rappresentano la classica goccia che fa traboccare il vaso, perché arrivano dopo settimane di critiche alle misure adottate dalla Regione sulla disabilità. A metà gennaio Ledha e altre associazioni avevano scritto una lettera di protesta per i tagli (poi cancellati) ai contributi per i caregiver delle persone con disabilità grave e gravissima, decisi dall’assessore al welfare Stefano Bolognini. Nel dicembre scorso il Forum del Terzo settore della Lombardia aveva scritto invece una lettera in cui di fatto bocciava l’operato di un altro assessore, quello alla sanità, Giulio Gallera. Il suo assessorato avrebbe dovuto integrare le prestazioni sanitarie con quelle socio-sanitarie e sociali. Ma il risultato, secondo il Forum, è stato che il comparto sanitario ha “fagocitato e soffocato” il sociale, tanto che su un budget dell’assessorato di circa 18 miliardi di euro, alle prestazioni sociali sono destinati 1,8 miliardi. “C’è stata una continua disattenzione verso il socio-sanitario -sottolineava Valeria Negrini, portavoce del Forum del Terzo settore della Lombardia -. Siamo stati poco convocati e poco ascoltati”.

Fonte: Superabile.it

01/02/2020

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