Giulianova, una terapista contesta la spiaggia per autistici

Giulianova, una terapista contesta la spiaggia per autistici

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GIULIANOVA. Sulla spiaggia per bambini autistici “Granelli di gioia” continua ad esserci, in città e non solo, un vivace dibattito. È intervenuta polemicamente su Facebook una terapeuta giuliese di 33 anni, madre di due figli piccoli. La stessa, che opera con bambini autistici da dieci anni, aveva già chiesto per iscritto al Comune chiarimenti sul funzionamento dello spazio. Le risposte avute non l’hanno soddisfatta visto che scrive ironicamente: «Ringraziamo per le risposte e le non risposte avute a seguito delle nostre domande che pensavamo fossero chiare e semplici. Le stesse traggono origine sia dalla quotidianità che vivo grazie al mio lavoro, ma anche da que lla vissuta da madri, padri, terapisti e maestri che conoscono direttamente la realtà dell’autismo. Domande che mi sono state poste da tante famiglie, sia di Giulianova che di altri comuni limitrofi, che hanno appreso la notizia dell’apertura della spiaggia grazie alla cerimonia di inaugurazione: un progetto pensato e studiato a fondo in questa situazione emergenziale e altrettanto rigorosamente presentato. Ma soprattutto», aggiunge sarcastica, «ampiamente condiviso con gli addetti».
La terapeuta, sempre con sarcasmo, aggiunge che è stato presentato un progetto «sensibile», rivolto a soggetti con esigenze particolari, dipinto come un «luogo sicuro», un «posto magico» delimitato da corde, ben strutturato e ben fornito di bagno chimico. Aggiunge la donna: «Ci assicurano che sarà presente personale qualificato con compiti ben definiti. Non lo abbiamo compreso, eppure era così chiaro. Bastava dare un’occhiata ai progetti di altre realtà per comprendere l’inconsistenza di tale argomentazione». La terapeuta ricorda che per i minori con disturbi dello spettro autistico non è importante offrire solo diagnosi e servizi di riabilitazione, ma anche un’integrazione con il sociale. «È per questo che, logicamente, si pensa ad un progetto di vita ambizioso, che non prende minimamente in considerazione il tema dell’inclusione e dell’esclusione». La terapeuta sostiene di non voler avviare polemiche politiche, ma che il suo intervento è finalizzato alla comprensione del progetto e all’effettiva utilità per i bambini.

Fonte: ilcentro.it

20/06/2020

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