Bimbo rimane senza cure per le assenze

Bimbo rimane senza cure per le assenze

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Il piccolo gravemente malato non può riprendere il trattamento al Paolo VI. Don Pagniello: pronto a incontrare la famiglia

PESCARA. Mattia ha 14 anni e una gravissima disabilità. Vive a Pescara. Da quando aveva 2 mesi è in cura al Centro Adriatico Paolo VI, che ha frequentato fino all’ottobre scorso. Da quel momento ci sono stati un ricovero all’ospedale Salesi di Ancona e uno a Pescara, quest’ultimo a causa di una frattura del femore. Oggi Mattia non può riprendere le cure al Paolo VI perché, «a causa dei mesi di assenza, a detta del centro, ha perso il suo posto», come spiega Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate. L’associazione chiede di ripristinare le cure al ragazzo con urgenza, garantendogli un diritto sancito dalla Costituzione. Il responsabile della Fondazione Paolo VI, don Marco Pagniello, interpellato sull’argomento, rassicura di essere pronto al dialogo per risolvere la situazione. «Mattia è nato con una grave ipossia perinatale. Una sofferenza sfociata in epilessia farmacoresistente», spiega Ferrante, «Oggi accade questo: un ragazzo con gravissima disabilità si ricovera in ospedale per operarsi e il Centro di riabilitazione non gli conserva il posto. Il Paolo VI eroga importanti servizi nel campo dell’assistenza sociosanitaria, ma la Fondazione Papa Paolo VI è una organizzazione religiosa no profit di utilità sociale e non può agire solo sulla logica economica». Mattia ha frequentato il Centro prima in regime ambulatoriale e, poi, dall’età di due anni e mezzo, in regime semiresidenziale. «Nel caso di assenze di oltre trenta giorni continuativi, veniva sospeso per poi essere reintegrato al rientro», precisa Ferrante, «E’ stato ricoverato dal 20 ottobre al 6 gennaio ad Ancona per un intervento allo stomaco. Tornati a casa, i genitori hanno provveduto a contattare il Paolo VI. L’istituto ha risposto di richiamare alla fine di febbraio per avviare le pratiche necessarie».
Il 20 febbraio, però, Mattia viene nuovamente ricoverato, questa volta a Pescara, per una frattura del femore. «È stato dimesso il 1° marzo e ha tolto il tutore a maggio. L’istituto di riabilitazione, però, ha comunicato che aveva perso il posto e che non era possibile reinserirlo a breve. Ci appelliamo al responsabile della Fondazione don Marco, affinché Mattia possa immediatamente riprendere le cure semiresidenziali e chiediamo al vescovo un intervento risolutivo. Non vorremmo che al danno di interventi chirurgici lunghi e dolorosi si aggiungesse la beffa di non poter continuare cure indispensabili».
Don Marco si dice disponibile a incontrare la famiglia per trovare una soluzione. «E’ stato dimesso per scarsa frequenza e questa è una cosa che ci richiede di fare la legge. Quando il progetto riabilitativo non viene portato avanti con costanza, siamo obbligati a dimettere», chiarisce. «E’ vero che è stata fatta una nuova richiesta, ma nel frattempo il settore pluriminorati si è riempito. Sono disponibile a incontrare la famiglia e a cercare una soluzione per assicurare le cure a Mattia, nel rispetto delle regole».

Fonte: Il Centro

20/06/2017

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