Wonder, il film ispirato alla sindrome di Treacher Collins

Wonder, il film ispirato alla sindrome di Treacher Collins

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Wonder racconta la storia di un bambino speciale: Augustus, detto Auggie, Pullman. Auggie si appresta a iniziare la scuola media, ma non è come tutti gli altri: a causa di una malattia rara, la sindrome di Treacher Collins, ha il cranio deformato, non ha mai frequentato la scuola e ha affrontato il mondo reale solamente protetto da un casco d’astronauta.

Per Auggie le cose stanno cambiando, la madre (interpretata nel film da Julia Roberts), dopo essere stata la sua maestra per anni, decide – d’accordo con il padre (Owen Wilson) – di iscriverlo a una scuola pubblica. Come sarà accettato dal resto della scuola? Il sensibile Auggie ne soffrirà?

Wonder parla del primo anno di scuola media di Auggie, l’incontro con i compagni di scuola, le paure dei genitori e l’inizio del liceo dell’amata sorella Via. Ognuno racconta la storia da un punto di vista diverso: come Auggie vede le cose e come gli altri vedono Auggie.

È ispirato all’omonimo bestseller scritto da R.J. Palacio e ispirato a qualcosa che è veramente successo all’illustratrice e autrice americana: un giorno in gelateria il figlio di tre anni scoppiò a piangere perché aveva visto una bambina affetta dalla disostosi mandibolo-facciale, la sindrome di Treacher Collins, una malattia rara che colpisce un neonato su 50mila.

Tornata a casa, R.J. Palacio provò molta vergogna e decise di raccontare la storia di quella bambina e di Auggie la notte subito dopo l’incontro in gelateria: “Ho iniziato a pensare a come deve essere vivere ogni giorno guardando in faccia un mondo che non sa come guardarti”.

Auggie risponde a quegli sguardi con gentilezza e racconta cosa significhi “essere speciale”: gli sguardi fissi di adulti e bambini ed è per questo che ha deciso di focalizzarsi sulle scarpe di chi gli sta davanti. Per questo ama Halloween perché tutti indossano una maschera.

Il dolce e gentile Auggie è orgoglioso del suo viso: è affetto dalla disostosi mandibolo-facciale sin dalla nascita, e ha subito “27 operazioni” per far sì che potesse respirare, vedere, sentire e per “essere bellissimo”.

A causa di una combinazione di geni, come racconta lui stesso, i suoi genitori hanno messo da parte tutto: l’amore per la sorella maggiore Olivia, detta Via, una tesi da finire e la possibilità di una “vita normale”. A undici anni però, quella di Auggie sta per cambiare: andrà alla scuola media.

Qui incontra i primi coetanei: il bullo Julian, l’apparentemente dolce Jack, l’aspirante attrice Charlotte e Summer. Nei corridoi della scuola Auggie scoprirà anche – a sue spese – che non tutti “sono gentili” come lui: è vittima di bullismo, ma il protagonista di Wonder si piega, ma non si spezza.

Agli insulti, alle angherie, Auggie risponde sempre con la gentilezza: “Abbiamo dentro di noi esseri umani, non solo la capacità di essere gentili, ma la scelta reale della gentilezza”. Auggie è pronto sempre a porgere l’altra guancia, e grazie al suo modo di essere conquisterà tutti. In breve avrà un amico del cuore, Will, salvo poi perderlo, ma in poco tempo diventerà l’allievo più popolare della scuola media Beecher Prep. Ad aiutarlo in questo percorso anche un “amico speciale”, Chewbacca, che Auggie immagina sia un suo compagno di scuola con gli stessi problemi.

Wonder è un’altalena di emozioni, perfettamente calibrate nella regia di Stephen Chbosky, anche sceneggiatore insieme a Steven Conrad e Jack Thorne. Chbosky è noto a moltissimi per essere il regista e l’autore di Noi siamo infinito, un altro best seller nel mondo della letteratura young adult.

A rendere ancora più perfetto e delizioso Wonder il suo cast, in primis il giovanissimo, ma già super promettente, Jacob Tremblay che interpreta Auggie. L’attore canadese, nonostante la giovane età ha già all’attivo una nomination agli Oscar per Room: “La cosa più emozionante per me è stata diventare un ragazzino che aiuta il mondo a essere migliore”.

La meraviglia di Wonder è proprio questa, come dice Auggie: “Tutti nel mondo, almeno una volta nella vita, dovrebbero ricevere una standing ovation”. E Wonder è un film da standing ovation.

Fonte: Fondazioneserono.org

02/01/2018

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