Scuola: 3 in geometria a uno studente con la sindrome di Asperger, la mamma scrive a Mattarella

Scuola: 3 in geometria a uno studente con la sindrome di Asperger, la mamma scrive a Mattarella

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E’ accaduto a Garlasco, in provincia di Pavia. “Mio figlio bisogna saperlo prendere”. L’istituto replica: “Nessun voto negativo sul registro, prova superata solo da 3 allievi su 17”

GARLASCO (PV). Suo figlio, un ragazzo di 15 anni affetto dalla sindrome di Asperger (un disturbo dello spettro autistico), ha preso un voto molto basso (3 +) in una verifica di geometria. La mamma dello studente, che frequenta un istituto professionale a Garlasco, in provincia di Pavia, si è sentita umiliata e ora chiede le scuse della scuola e annuncia la sua intenzione di scrivere al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e alla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina.

La donna, che ha denunciato il caso su Facebook, ha anche intenzione di rivolgersi a un legale. “Mio figlio – spiega – ha un quid in più rispetto agli altri ragazzi, ma bisogna saperlo prendere. Alcune materie lo appassionano, altre per nulla. Ad esempio ha problemi a disegnare e quando si è trovato una verifica a sorpresa di geometria, ha trovato il coraggio di scrivere “credo siano degli angoli acuti, ma non sono capace di disegnare”. Sarebbe bastato metterlo a un computer, invece gli è stato dato quel voto”.

La scuola replica: “La prova assegnata aveva lo scopo di valutare l’apprendimento della classe, sulla materia di tecnica grafica. Non si è trattato di una verifica vera e propria che quindi non ha comportato l’assegnazione di un voto insufficiente né nel registro del docente, né nel libretto dello studente. Nel complesso della classe solo 3 allievi su un totale di 17 hanno superato la prova”.

Lo studente “ha svolto il test con gli adeguati mezzi di supporto (docente di sostegno e mappe concettuali dalla stessa fornite)”. La direzione dell’istituto dichiara anche che “la madre si oppone alla creazione di un piano formativo differenziato e del Pei (Piano educativo individualizzato) che verrà comunque predisposto dalla scuola”. Lo stesso istituto sostiene infine di avare chiesto più volte ma invano un incontro alla mamma dello studente.

Fonte: La Repubblica.it

17/10/2020

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