Vita indipendente, i fondi sono già un caso

Vita indipendente, i fondi sono già un caso

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PESCARA. Impiega appena 24 per trasformarsi da denuncia a caso la notizia, pubblicata ieri dal Centro, sulle scarse risorse regionali toccate quest’anno al bando per la Vita Indipendente. Intervegono sia la consigliera Sara Marcozzi sia l’assessore chiamato in causa Pietro Quaresimale. Nessun segnale invece dal Pd. «È una vergogna che, ancora oggi, i fondi a sostegno di progetti per la Vita Indipendente siano insufficienti», afferma Marcozzi.
«È un problema che in Regione conosciamo bene e che, nonostante tutto, sembra peggiorare di anno in anno. La denuncia di Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate e del segretario della Cgil Abruzzo Molise, Carmine Ranieri», continua la consigliera, «rappresenta una annosa questione che la Giunta deve risolvere una volta per tutte. Parliamo infatti di fondi essenziali per consentire a persone con disabilità il diritto alla vita indipendente e autodeterminata, col finanziamento di progetti di assistenza personale autogestita, finalizzata a contrastare l’isolamento».
«Uno stanziamento di circa 720mila euro per il 2022, che peraltro si riduce rispetto ai 1.2 milioni di euro stanziati nello scorso anno, non può essere ritenuto adeguato per rispondere alle esigenze di tanti cittadini. Rischia di restare fuori circa l’80 per cento delle richieste e questo non può passare sotto silenzio». Così Marcozzi farà un’interpellanza in Consiglio regionale. «Abbiamo sempre dato risposte concrete ai soggetti fragili, lo faremo anche ora», risponde l’assessore e alle Politiche sociali, Quaresimale. «L’assessorato», aggiunge, «ha già individuato altre risorse finanziarie che verranno destinate al fondo per la Vita Indipendente con l’imminente assestamento di bilancio. Sapevamo già dall’inizio che 720 mila euro non sarebbero stati sufficienti per soddisfare tutte le richieste, ma l’importante per noi era far partire il bando. Del resto», conclude, «gli uffici regionali avevano previsto l’impennata di domande dopo l’innalzamento del limite anagrafico a oltre i 67 anni di età».

Fonte: ilcentro.it

21/11/2022

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